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La tipografia-litografia Graffietti offre un'elevata qualità di stampa per qualsiasi tipo di esigenza.
Per la stampa di libri illustrati siamo in grado di offrire il meglio grazie a "sublima", una nuova tecnologia di retinatura di casa Agfa*, in grado di aumentare la qualità della stampa di foto con un perfetto controllo in fase di stampa di un libro.
Questo conferisce alle immagini per la stampa su un libro una maggiore profondità ed un controllo tonale mai visto prima
Possiamo fornire stampa di volumi rubricati, con copertine cartonate, sovracopertine, plastificazioni e tutte le varie tipologie di lavorazioni annesse alle copertine, assicurando così ai nostri clienti qualsiasi tipo di soluzione per la stampa di libri illustrati.
Formati standard finiti: cm.10x20, 15x21, 16, 5x24, 21x29,7, 23x33.
Carta utilizzata: patinata lucida o opaca minimo
gr.80
oppure carte uso mano o altro tipo di carte naturali
e prestigiose minimo gr.60
stampa esclusivamente colori 4+4 (quadricromia)
Quantità minima copie 1.000
Allestimento con cucitura a filo (con dorso da
minimo mm.3,5 in poi)
Lavorazioni aggiuntive per copertina: plastificazione
lucida o opaca,
verniciatura UV lucida, vernicitaura lucida UV
a zone, copertina cartonata,
cellophanatura singola, stampa a caldo o con rilievo
a secco.
*  azienda leader nel settore della fotografia e della prestampa
L' evoluzione dell'immagine
Se l’evoluzione della tipografia lega la sua storia all’invenzione
della stampa a caratteri mobili, non meno interessante,
per la diffusione della cultura, potrebbe risultare
il progresso delle procedure per realizzare delle immagini per la stampa
di libri illustrati.
Se nei primi decenni del secolo la tecnica utilizzata per stampare sui libri, le immagini, era la xilografia (la matrice
era incisa su legno), dal 1450 si diffuse l’utilizzo dell’incisione (o calcografia) mediante l’incisione
vera e propria su lastre di rame. L’inchiostro era steso su tutta la lastra, a differenza della tipografia (che
ne prevedeva la stesura solo sulle parti in rilievo), e poi asportato dalle zone in cui la lastra non era incisa.
Successivamente la matrice entrava in contatto con il supporto di stampa in un torchio a due rulli inventato appositamente.
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